INTERRUTORE MAGNETO TERMICO: ISTRUZIONI PER L'USO

Agenzia Combusti Academy
INTERRUTORE MAGNETO TERMICO: ISTRUZIONI PER L'USO
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In questo articolo parleremo degli interruttori magnetotermici e sul loro funzionamento. Partiamo dal presupposto che l’interruttore magnetotermico in caso di un salto di tensione non solo può salvare tutte le apparecchiature della nostra abitazione, ma può anche salvarci letteralmente la vita.

Fatta questa premessa possiamo andare ad approfondire le sue caratteristiche.

Originariamente inventato da Hugo Stotz, andò a sostituire sia l’interruttore termico che il fusibile negli impianti.

Il vantaggio del magnetotermico risiede in una maggior precisione d'intervento e di essere facilmente riarmabile con la pressione di un pulsante o l'azionamento di una leva.

 

Nelle nostre abitazioni viene utilizzato il magnetotermico differenziale, spesso chiamato salvavita dal nome commerciale datogli dalla btcino, e si tratta principalmente di un dispositivo di sicurezza presente per legge in tutte le abitazioni.

Il tutto è regolato dal Decreto n.37 del 2008 per la realizzazione e l'installazione degli impianti.

Il suo compito principale è quello di interrompere il flusso di energia elettrica qualora dovessero essere presenti:

  • Contatto diretto: quando c'è un contatto diretto con una fase alimentata, ossia un filo in tensione non isolato.
  • Contatto indiretto: si verifica quando una persona viene a contatto con una parte metallica che si trova in tensione per un guasto accidentale nell'isolamento.
  • Perdite di isolamento: ovvero la perdita di carica elettrica di un conduttore carico isolato. È spesso dovuta a un cattivo isolamento e provoca un aumento dell'inefficienza dell'impianto. Solitamente, all'origine di queste dispersioni ci sono interruttori difettosi o cavi collegati male.

 

Facciamo particolare attenzione ai tipi di interruttori magnetotermici presenti sul mercato. Possiamo trovare e installare l’interruttore che più si adatta alle nostre necessità. Abbiamo principalmente quattro tipi di interruttori:

  • Puro: che offre la protezione differenziale e può essere installato come interruttore generale, per essere installato però necessiterà anche di una protezione di tipo magnetotermico.
  • Differenziale separato: che viene utilizzato soprattutto in ambito industriale. Questo interruttore è composto da una bobina di sgancio che va a comandare tutto l’interruttore.
  • Accoppiato: che offre sia protezione magnetotermica, quindi in caso di corto circuito e sovraccarico, sia differenziale.
  • Riarmante: che è in grado di richiudersi e di ridare corrente all’impianto nel caso il sovraccarico sia stato causato da problemi naturali come ad esempio fulmini o temporali

Detto questo naturalmente abbiamo una panoramica completa sui tipi di interruttore. Ma una domanda rimane lecita:

 

Come funziona?

 

L’interruttore magnetotermico va ad interrompere il flusso di corrente elettrica qualora dovesse verificarsi un sovraccarico, che potrebbe portare ad un corto circuito. L’interruttore viene appunto chiamato magneto-termico poiché è composto principalmente da due parti:

  • La parte magnetica: che rileva l’elevato flusso di corrente e l’eventuale cortocircuito inducendo un campo magnetico e facendo scattare l’apertura dell’interruttore immediatamente.

  • La parte elettrica: che funziona tramite una resistenza elettrica. Questa parte è composta da una lamina metallica che con il calore, provocato dall’escursione termica si dilata fino allo scatto.

Per quanto riguarda invece un interruttore magnetotermico differenziale, non troviamo solamente la parte magnetica e  quella elettrica ma anche:

  • La sezione differenziale: che si aziona in caso di guasto verso la terra, la cosiddetta dispersione in caso di folgorazione, riuscendo così a proteggere le persone da contatti diretti e indiretti.

Per quanto riguarda i condizionatori, gli interruttori differenziali di tipo F sono un buon compromesso per il corretto funzionamento del nostro impianto e per assicurare una sicurezza in più a noi e alla nostra abitazione.

Essi si posizionano, dal punto di vista tecnico e prestazionale, tra gli interruttori differenziali di Tipo A e B.

Questi interruttori sono creati appositamente per proteggere un impianto contro i contatti indiretti, utilizzati soprattutto da apparecchi a inverter monofase come pompe di calore e condizionatori. In presenza di un guasto essi producono corrente differenziali a frequenze variabili a differenza degli interruttori di tipo AC e A.


Le caratteristiche principali dei differenziali tipo F:


Hanno un’elevata resistenza ai disturbi transitori e alle sovratensioni di origine atmosferica. Gli scatti intempestivi vengono evitati grazie all'elevata resistenza alle correnti impulsive sinusoidali e alle correnti continue disperse pulsanti (Tipo A), unita al breve ritardo intenzionale all'intervento.


Sono in grado di rilevare correttamente tutte le tipologie di corrente di dispersione identificabili dal Tipo A, garantendo un’adeguata protezione anche in presenza di correnti di guasto, con valori di frequenza fino a 1 kHz.

 

Naturalmente il giusto interruttore magnetotermico deve essere adatto alla macchina sulla quale lo andremo a montare e questo viene esplicitamente mostrato nel manuale tecnico del condizionatore che vogliamo montare.

Dobbiamo infatti andare a controllare la portata massima del fusibile e da li controllare quale interruttore magnetotermico si possa adattare al meglio alla nostra macchina.

Se prendiamo, ad esempio, uno split di tipo residenziale come quello che abbiamo tutti nelle nostre case questa macchina molto spesso ha una potenza termica di 2500 W. Per questa macchina, abbiamo necessità di un magnetotermico, come da scheda tecnica, di 10 A.

 Il condizionatore che invece abbiamo nei nostri saloni, molto spesso è un condizionatore da 5000 W. In questo caso il magnetotermico, come da scheda tecnica, sarà da 13 A.

Se invece prendiamo come esempio una pompa di calore che fa, per un appartamento da 100 metri quadri, il riscaldamento e il condizionamento estivo con compresa la produzione dell’acqua calda sanitaria, questa macchina avrà una potenza termica di circa tra i 6/8 KW termici. Per questa macchina avremmo bisogno di un magnetotermico differenziale di circa 25 A.

 

In questo modo avremo tutte le informazioni per adattare al meglio l’interruttore magnetotermico al nostro condizionatore. Grazie per l’attenzione e buona giornata!

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