E' VERAMENTE FINITO LO SCONTO IN FATTURA?

Impianti solari, sostituzione di caldaie, incentivi per le ristrutturazioni, edifici a zero emissioni. L’aggiornamento della direttiva Epbd (Energy performance building directive) non dà solo una indicazioni sulla riqualificazione degli immobili, residenziali e non residenziali, contiene un lunghissimo calendario di prescrizioni, che puntano nel giro di una ventina di anni a ridurre in modo rilevante le emissioni degli edifici. 

Si parte da subito, con obblighi che scattano già all’indomani del recepimento della direttiva, e si arriva fino al 2040.

 

È il governo cosa fa ? 

 

Blocca ma non cancella lo sconto in fattura secondo noi!!!!

 

Esatto blocca.

 

Cosa vogliamo affermare con questa frase?

 

Una nostra interpretazione di quello che sono i prossimi passi per rimodulare il meccanismo dello sconto in fattura con la cessione del credito che il governo sta mettendo in campo.

 

Il decreto legge approvato ieri sera in Consiglio dei Ministri punta a gestire una montagna di crediti d’imposta che adesso devono essere sbloccati perché incagliati..!!

 

Il testo prevede che da ora in avanti non potrà più essere utilizzata l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito. 

 

Insomma, resta solo la detrazione diretta classica come una volta. 

 

Lo stop è valido dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto e fanno eccezione solo gli interventi per cui sia già stata presentata la Cila, ovvero la comunicazione di inizio lavori. 

 

Nel caso di interventi effettuati dai condomini, oltre alla Cila, deve risultare adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori. 

 

Infine per gli interventi comportanti demolizione e ricostruzione degli edifici deve essere stata presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abitativo.

 

Ma c’è un passaggio importante che potete leggere all'interno del comunicato stampa sulla pagina ufficiale del Consiglio dei Ministri: (ecco il link)

 

Si abrogano le norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi a:

 

spese per interventi di riqualificazione energetica e di interventi di ristrutturazione importante di primo livello (prestazione energetica) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro;

spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla successiva alienazione dell’immobile.

 

Quindi sembrerebbero salvi tutti gli interventi sotto i 200 mila euro…!!!

 

Attenzione però a marcare correttamente il significato di ristrutturazione.

 

Una ristrutturazione di primo livello è quando l’intervento, oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio.

Invece una ristrutturazioni di secondo livello si ha quando l’intervento interessa l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva siamo davanti a una ristrutturazione di secondo livello.

 

Da questa lettura potremmo quindi dedurre che se la nuova normativa sarà improntata sul ragionamento che la cessione del credito sarà bloccata per tutti i nuovi interventi di importo superiore ai 200.000€ non ancora iniziati o programmati, sta cercando dall'altra parte di tutelare gli interventi in corso e salvaguardare pertanto i crediti bloccati e i lavori ancora in corso in fase di ultimi SAL, avrebbe tutto quindi un giusto senso logico.

 

Questo sarebbe dunque il primo provvedimento in materia di superbonus non retroattivo, ma lascerebbe spazio ad una programmazione nel salvare il vecchio e permettere a tutti la chiusura dei lavori usufruendo della cessione del credito o sconto in fattura.

 

Tante che nel consiglio dei ministri di oggi è stata alleggerita la responsabilità in solido dei cessionari in possesso di apposita documentazione, fatto salvo il dolo che permetterebbe finalmente una maggiore circolarità dei crediti.

 

Agenzia Combusti Team 

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