STOP CO2

Agenzia Combusti Academy
STOP CO2
3:44
 

Il nostro Paese non è mai stato un grande esempio di autosufficienza dal punto di vista energetico e sono tanti anni che arranca nel cercare soluzioni al problema.

Dal dopo guerra infatti, il nostro Paese è sempre stato abituato ad acquistare le risorge energetiche altrove per alimentare i processi produttivi.

 

Non si tratta, comunque, di qualcosa di nuovo.

 

La consapevolezza della questione energetica ebbe inizio dopo la guerra del Kipper nel 1973, quando sia Europa che gli Stati Uniti attraversarono una profonda crisi energetica causata dalla mancanza di petrolio.

Da questo momento in poi le parole “risparmio” ed “energia” iniziarono a stringersi tra di loro in un connubio che li portò sempre più vicini fino al 1976, quando venne emanata la prima legge 373 sull’efficienza energetica.

Questa legge dava delle direttive sui primi provvedimenti da attuare riguardo alla diminuzione delle dispersioni termiche degli edifici e all’installazioni di nuovi impianti.

Purtroppo però le leggi che seguirono resero la riqualificazione e l’efficienza energetica concetti ben più astratti che concreti.

 

Qual è il risultato di tutto questo?

 

Una totale mancanza di controllo sulle emissioni di anidride carbonica.

Il nostro paese, in questo caso, ha messo nel corso degli anni diversi incentivi che hanno permesso di inseguire con un distacco "colmabile" le quote di CO2 che la Comunità Europea ci chiederà di rispettare.

In particolare l'Italia dovrà arrivare preparata e con un piano preciso già in atto per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

 

Maggiore efficienza energetica significa, naturalmente, meno CO2.

 

L’AIE (Agenzia internazionale per l’energia) in un recente studio ha evidenziato il contributo dell’efficienza energetica nella lotta alla Co2.

I risultati della ricerca dimostrano che l’abbattimento complessivo dell’emissioni nell’anno 2030 sarebbe merito, per oltre il 50% dell’aumento dell’efficienza energetica.

Più nel dettaglio, queste misure di miglioramento coinvolgono soprattutto il settore terziario, quello residenziale e l’introduzione di elettrodomestici di nuova generazione a consumi ridotti.

 A questo valore si potrebbe aggiungere un secondo valore di oltre il 10% prodotto dai sistemi di generazione di energia elettrica.

 

Quali sono quindi i modi migliore per risparmiare sull’energia a livello residenziale?

 

Alcuni di questi comprendono proprio la riqualificazione degli impianti di riscaldamento utilizzando delle fonti energetiche più sostenibili e che impattino di meno sul nostro pianeta.

Un buon compromesso alla riqualificazione di un impianto può essere L’integrazione del fotovoltaico con la pompa di calore che permette di ridurre notevolmente l’impatto ambientale dei consumi e dunque l’inquinamento.

Tutto questo anche perché nel 2029 lo stato ha deciso di vietare l’utilizzo delle caldaie a gas per un futuro che verte verso il green e verso l’energia sostenibile.

Naturalmente non si parla di dover cambiare obbligatoriamente il proprio impianto di riscaldamento ma dal 2029 in poi, su tutte le nuove case verranno installate pompe di calore in modo da ridurre l’impatto ambientale sul nostro pianeta ed abbassare le emissioni di CO2.

 Effettivamente tutte le grandi aziende in questo momento stanno preparando i loro nuovi prodotti per soddisfare queste necessità.

In questi termini non si parla solamente di efficienza energetica ma anche e soprattutto di risparmio energetico.

 Dobbiamo cercare di capire assieme i migliori modi per efficientare e riqualificare i nostri immobili nell'ottica di investire in efficienza energetica per il nostro futuro e quello delle generazioni future. 

 

Seguici su: Telegram | Instagram | Facebook | Linkedin | You Tube |

 

 

Close

50% Complete

Two Step

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.